ABITARE A ROMA: DOMUS DI PALAZZO VALENTINI, COLONNA TRAIANA E DOMUS ROMANE DEL CELIO

domenica 29 settembre 2013

Un viaggio reale e virtuale tra le meraviglie archeologiche di Roma antica

Gli scavi compiuti nei sotterranei di Palazzo Valentini hanno riportato alla luce nuove e sorprendenti meraviglie archeologiche: i resti di domus di età imperiale, appartenenti a potenti famiglie dell’epoca, incastonati nelle fondamenta di uno storico palazzo della nobiltà romana, dal quale sono riaffiorati mosaici policromi, terme e affreschi.
Il percorso di visita multimediale realizzato dall’equipe di Piero Angela e Paco Lanciano consente di ammirare questi tesori attraverso un’esperienza di visita peculiare che trasforma il museo delle domus romane in un esempio di perfetta integrazione fra testimonianze del passato e utilizzo delle nuove tecnologie. I reperti archeologici vengono restituiti alla vita, l’antica dimora si anima all’emozione dei fruitori moderni. Nell’area della colonna traiana e nei sotterranei prospicienti, accompagnati da un allestimento che permette di visualizzare l’area della colonna così come si presentava al momento della sua costruzione, si possono ammirare i resti di una possente platea in opera cementizia, grandi blocchi di travertino e peperino, fusti di colossali colonne monolitiche in granito grigio egiziano, le più grandi messe in opera nell’antichità romana. Una ricostruzione virtuale della colonna permette di osservare da vicino i bassorilievi e la campagna militare che essi raccontano: la conquista della Dacia, l’attuale Romania, da parte dell’ imperatore Traiano.
Si prosegue la visita sotto la basilica dei Ss. Giovanni e Paolo al Celio, fondata all’inizio del V secolo dal senatore Pammachio, dove si estende uno straordinario complesso di edifici residenziali di età romana. La tradizione identifica questi luoghi con la casa in cui i Ss. Giovanni e Paolo abitarono e furono sepolti, dopo avervi subito il martirio sotto l’imperatore Giuliano l’ Apostata (361-363 d. C.)
La visita al complesso archeologico, scoperto nel 1887 e riaperto al pubblico nel 2002, permette di immergersi in un’atmosfera rarefatta, una  sequenza di stanze affrescate dove pitture pagane  e testimonianze paleocristiane si mescolano e si  sovrappongono.
L’itinerario attraversa oltre 20 ambienti ipogei su vari livelli, affrescati con pitture databili tra il II secolo e il IV sec. d.C. Un susseguirsi di sale decorate, un dedalo di strutture che ci restituisce una stratificazione di epoche, stili, culture, testimonianze, che rappresenta  l’essenza più profonda di Roma e della sua storia millenaria.

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