Roma città aperta e segreta

« Roma ha la ventura di apparire interamente aperta, interamente visibile e presente; fin dal momento in cui si arriva, Roma è lì, come pronta per essere percorsa, per essere vista, per essere abbracciata. Ma, quando il viaggiatore o il passeggero – o piuttosto il pellegrino- si ferma, comincia a rendersi conto che Roma è ermetica e segreta, e guardarla, come di solito si fa, così tutta intera, presente, significa in realtà vederla come una fotografia, che a volte si apre. E di fronte al turista distratto o anche al romano sicuro di sé, che crede di conoscere e di vivere la propria città, può aprirsi una crepa, un interstizio, un vuoto. Roma ha anche la ventura di essere una città labirintica. Le città del Mediterraneo sono di solito sensuali, presenti, attive, risvegliano i sensi prima che possa formarsi il pensiero […] In Roma si dà tutto questo. È, insieme, aperta e labirintica. Bisognerebbe vederla in senso orizzontale, perché non è possibile rifiutare il suo abbraccio e la sua presenza, né è possibile liberarsi della sensualità del suo Cielo e della sua aria. Un’aria commestibile si direbbe, perché a volte a Roma ci si sente come dentro un frutto; dentro una pesca, direi, per quel colore dorato che esiste anche in altre città »
Maria Zambrano, Roma, città aperta e segreta

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